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 Direttore
Vincenzo Maccarone

Direttore Artistico
Claudio Composti

Via Malaga 4
20143 Milano
citofono 72

Come raggiungerci:
MM2 Romolo - P.ta Genova (linea verde)
+ bus 74 - 47 (fermata P.za Bilbao);
Filobus 90/91 (fermata viale Cassala)

tel/fax +39 02 87280910
E-mail: mc2gallery@gmail.com

Da mercoledì a sabato
Orari: 15-19
22 Settembre 2009 - 24 Ottobre 2009

Roberto Kusterle
ANA KRONOS
A cura di Claudio Composti e Caterina Corni

Martedì 22 Settembre 2009
18:30 - 21:00
in occasione della mostra presentazione del n 1 di KRITIKA Art Magazine a cura di Emanuele Beluffi e Mihailo Beli Karanovic

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Viale Col di Lana, 8 (4°cortile)
20136 Milano





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AnaKronos

Se “foto-grafia” significa “scrittura con la luce”, allora Roberto Kusterle è uno scrittore. Le sue opere fotografiche, inoltre, hanno una fortissima affinità con la letteratura di fantascienza, in particolare con la letteratura di Philip Kindred Dick (1928 –1982). E’ dal suo romanzo di fantascienza “Il cacciatore di androidi”,1968 (in originale “Do Androids Dream of Electric Sheep?”) che è stato tratto il celebre film Blade Runner,1982 di Ridley Scott, carico dei temi cari allo scrittore americano: cos'è reale e cosa non lo è, cosa è umano e cosa no. Roberto Kusterle, goriziano classe 1948, crea mondi immaginari, senza tempo. Ne nasce un senso di mistero ed ambiguità che suscitano riflessioni d’ogni tipo. Ancor più destabilizzante e difficile a credersi (la domanda di Dick: cosa è reale e cosa no?) sono non solo i suoi soggetti ma anche queste vere e proprie “mise en scène” di ambientazioni di mondi “paralleli” creati ad hoc, a mano, dall’artista goriziano. Tutto quello che si vede nei suoi set scenografici è vero, ma non sembra, senza interventi o manipolazioni al computer: come l’enorme testa (vera scultura) de “Il sostegno dell’Io” in cui un uomo si sforza di scalzare da un terreno arido (greto di un torrente in secca,vero) un’enorme testa “simulacro” (altro termine caro a Dick) che ricorda la statua di un idolo (sé stesso?) molto simile allo stesso uomo che spinge. La sua opera diventa così fotografia, scultura, teatro, performance, video.




 


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